Le Tombe dei Giganti in Sardegna

15 ottobre 2017

In Sardegna, misteriose strutture in pietra costellano il territorio, sono le Tombe dei Giganti, risalenti all’età del bronzo, un particolare monumento dell’arte funeraria isolana che si potrebbe ben accostare con le altre strutture megalitiche presenti in tutta Europa con nomi simili e particolari: dolmens e alléss converte francesi, longo barrows inglesi, gigantija di Malta e così via.

Coddu Vecchiu 15

La Tomba dei Giganti in Sardegna nasce come sepoltura derivata dal dolmen, che veniva usato per l’inumazione per gli appartenenti ad un ceto alto.

Nella Tomba dei Giganti è utile precisare, non si seppellivano affatto dei giganti, bensì intere tribù: alcune tombe contenevano sino a duecento defunti. In genere le Tombe dei Giganti hanno un corto corridoio coperto da lastroni di pietra, preceduto da un altro lastrone infisso verticalmente nel terreno di 3 metri di altezza, questa stele, spesso è accuratamente lavorata e decorata ed alla base ha un’apertura di accesso alla cella. Dentro la Tomba, ai lati dell’ingresso troviamo un semicerchio di pietre sovrapposte che forma un vestibolo destinato alle cerimonie funebri.

La pianta assomiglia ad una testa taurina col muso arrotondato, le cui corna sono segnate dal muro a mezzaluna, l’immagine del dio Toro è venerata dalla cultura nuragica insieme a quella della dea Madre, infatti le due divinità sono rappresentate da pietre coniche, i betili, conficcate accanto alle tombe per proteggere i morti. All’interno della struttura troviamo anche dei sedili, che, si racconta, venivano usati per dormire quando qualcuno desiderava comunicare con lo spirito dei defunti ed ispirarsi ad essi attraverso i sogni.

Questa pratica è chiamata “dell’incubazione” un’altra particolarità della religione nuragica. A questo punto non è difficile concludere che i morti inumati nelle tomba dei giganti erano gli eroi della tribù, divinizzati dalla fantasia popolare.
Forse una sorta di ossari nei quali depositare le spoglie dei defunti una volta che queste erano divenute degli scheletri, sia attraverso la scarnificazione, prima della sepoltura , sia l’esposizione del corpo agli eventi atmosferici; i sepolcri diventano nel tempo, sempre più grandi e, solo successivamente, la tradizione popolare sarda le ha definite domu ‘e s’orcu ossia Casa dell’orco.

Come i nuraghi e i pozzi sacri, anche le Tombe dei Giganti sono disposte con un orientamento astronomico, esse ci dimostrano come il popolo nuragico avesse un’elevata conoscenza dei cicli celesti. In alcune tombe infatti, nei giorni degli equinozi, la luce dell’alba entra perfettamente all’interno attraverso la piccola apertura della stele eretta nell’esedra; le Tombe di S’ena e Tomes a Dorgali (NU), quella di Goronna a Paulilatino (OR) e quella di Baddu Pirastru, a Thiesi (SS), sono orientate perfettamente verso la stella Aldebaran della costellazione del Toro.

Se a questo aggiungiamo la vicinanza di corsi d’acqua e la stessa energia del terreno,conferita naturalmente da madre natura, potremo considerare queste strane costruzioni come accumulatori di tali e tante energie, motivo sufficiente perché questi siti siano di importanza senza pari.

Possiamo trovare Tombe del Gigante in tutta la Sardegna e attualmente quelle conosciute sono 321; di particolare interesse quelle di Capichera, Li Lolghi e Coddu Vecchju, nei pressi di Arzachena, “Domu e s’orku , presso Siddì,quella di Imbertighe a Borore e di di Madau, nei pressi di Fonni (NU).

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